La stasatura è un intervento fondamentale per liberare tutte le tubature da ostruzioni e garantire il corretto deflusso delle acque reflue. A Firenze questo servizio è eseguito da aziende specializzate in autospurgo come Essespurghi, utilizzando specifiche attrezzature ad alta pressione per intervenire su tubature, pozzi neri e condotte intasate. Qui di seguito vediamo come eseguire una stasatura a Firenze.
Ispezione e diagnosi preliminare: come eseguire una stasatura a Firenze
Prima di intervenire l’autospurgo raccoglie informazioni preventive dal cliente. Cerca di capire la tipologia del problema, ovvero se ad esempio l’acqua non defluisce e ci sono cattivi odori o rigurgiti. E’ necessario che gli venga raccontata la storia dell’impianto ma sopratutto deve essere indicato il tipo di impianto: fognatura privata, pozzo nero o condotta pluviale. Deve quindi avere la localizzazione del punto critico, almeno approssimativamente prima di procedere. E’ importante conoscere la zona, se è in centro storico a Firenze ad esempio c’è bisogno di specifico permesso da parte del comune. Tutto questo aiuta quindi ad inquadrare il problema ed anticipare possibili cause e quindi le relative soluzioni.
Essespurghi, come gli altri operatori di spurgo altamente specializzati, procede ad esaminare la situazione. E’ importante prima di tutto verificare l’eventuale presenza di ristagni in pozzetti, chiusini e griglie di scolo. Quindi si valuta l’area circostante per trovare tracce di umidità o perdite. Infine è necessario individuare i punti di accesso e la relativa conformazione dell’impianto.
Se il problema non è esternamente visibile, viene affrontato tramite l’utilizzo di una telecamera a spinta (per le piccole tubazioni) oppure una telecamera robotizzata (per fognature e grandi tubazioni in generale).
Quando necessario si va ad aggiornare o realizzare (se non esistente) una mappatura della fognatura in esame, con la posizione dei pozzetti e delle condotte, direzione di scorrimento, collegamenti con fognature pubbliche o fosse biologiche.
Quindi, sulla base di quanto rilevato, l’operatore dell’autospurgo va a stabilire il tipo di attrezzatura da utilizzare. Sceglie il punto di accesso ottimale per la stasatura e stabilisce sia la tempistica che le precauzioni da adottare.
Utilizzo dell’autospurgo a pressione
Identificato il punto di accesso si collega una sonda flessibile alla cisterna dell’autospurgo. La suddetta sonda è dotata di ugelli rotanti o direzionali, progettati per disgregare ostacoli e incrostazioni. L’operatore di Essespurghi (o di altro rinomato spurgo) andrà ad inserire la sonda appunto all’interno della tubazione ostruita. Va prestata la dovuta attenzione a non danneggiare i materiali, sopratutto nel caso sia in disostruzione un vecchio impianto o un impianto in PVC.
Si va quindi a raggiungere con la sonda il tratto interessato con meticolosa precisione.
Una volta quindi in posizione, si va ad azionare il sistema dell’autospurgo, che pompa acqua ad altissima pressione (spesso tra i 120 e 150 bar). L’acqua viene quindi spruzzata in più direzioni dagli ugelli. Il materiale presente che ostruisce le tubature, come grasso, sabbia, carta, fango o radici, viene frantumato e trascinato verso l’esterno. I residui vengono spinti fuori dal condotto. Questo tipo di intervento è molto rapido, non invasivo ed efficace per liberare i condotti senza dover causare demolizioni.
Contemporaneamente o subito dopo il lavaggio si procede ad aspirare i detriti disgregati, tramite un secondo tubo collegato all’autocisterna. Quindi i materiali aspirati vengono temporaneamente stoccati all’interno dell’autospurgo, per poi essere smaltiti presso centri autorizzati secondo la normativa ambientale vigente. Questo al fine di garantire un risultato pulito e igienico: si evita assolutamente che i residui rientrino nel sistema fognario.
Come eseguire una stasatura a Firenze: verifica finale e manutenzione preventiva
Dopo la rimozione dell’ostruzione, l’operatore di Essespurghi procede con la verifica del corretto flusso delle acque, facendo scorrere acqua pulita all’interno della condotta. Procede quindi con l’ultima ispezione tramite videocamera per verificare che le condotte siano effettivamente pulite: l’intero tratto deve essere libero da ostruzioni. Vengono quindi controllati anche eventuali pozzetti secondari ed allacciamenti laterali. Questo al fine di verificare che il problema sia stato risolto completamente in modo efficace, evitando interventi futuri a breve termine.
Durante e dopo la videoispezione si valuta lo stato delle tubazioni, annotando gli eventuali punti critici da monitorare nel tempo. Per quanto riguarda i vecchi impianti o gli impianti soggetti a radici, si va a programmare (se non già presente) una mappatura tecnica completa della rete. Tutto questo al fine di prevenire danni strutturali e infiltrazioni.
A fine intervento, quindi, l’azienda di spurgo fornisce al cliente indicazioni su come evitare nuove possibili ostruzioni, ad esempio consiglia di evitare di versare grassi e detergenti corrosivi nelle tubature. L’autospurgo va anche a indicare quale sia una adeguata frequenta per una manutenzione preventiva. E’ anche possibile attivare un contratto di manutenzione periodica, con sconti e priorità di intervento. La manutenzione preventiva in realtà va a diminuire i costi e previene le situazioni di emergenza.